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Recensioni | Pubblicato il 19 agosto 2013

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Ulan Bator

En France / En Transe

Genere: Noise, Avantgarde

Anno: 2013

Casa Discografica: Acid Cobra Records / DeAmbula Records

Servizio di:

Vent’anni di onorata carriera e non sentirli affatto: gli Ulan Bator ritornano a tre anni di distanza da Tohu-Bohu e lo fanno in grande stile, con En France / En Transe, un album granitico in cui la formazione si rinnova attorno alla figura ormai totemica di Amaury Cambuzat. Accanto al genietto francese (che di recente abbiamo recensito anche nel progetto Oslo Tapes, con Marco Campitelli dei The Marigold),  si muovono nel nuovo lavoro, Nathalie Forget (Onde Martenot e voce), Diego Vinciarelli (basso) e Luca Andriola (batteria e percussioni): quasi una rivoluzione per il combo italo-francese, che tuttavia non intacca le poderose strutture musicali che la band, in continua evoluzione, ha da sempre il pregio di saper costruire.

En France / En Transe tiene così fede alla storia degli Ulan Bator e alle feroci istanze sonore che caratterizzano la scrittura di Cambuzat, tra spasmi kraut, derive noise ed un primordiale istinto di ricerca, privo di limitazioni.

TakeOff” introduce l’ascolto in maniera quasi impalpabile, nel dialogo leggero tra chitarra e batteria, per poi esplodere in un lungo e rumoroso delirio, ipnotico ed ossessivo: quanto basta per capire in quali impervi percorsi onirici porterà l’ascolto del disco. “We R You” e “Ah ham”, con le loro ritmiche sempre serrate e circolari, sembrano provenire da oscure ambientazioni tribali, mentre “Colère” affievolisce i toni giocando con sperimentazioni rumoristiche non meno sensuali ed affascinanti.

Asfissianti sono le venature noise-shoegaze di “Bugarach”, pezzo che apre idealmente la seconda parte dell’album, prima di entrare nell’erotismo sonoro di “Song for the deaf” e nella penetrante vocalità di Cambuzat, in quello che può essere definito una sorta di oscuro incontro tra Gainsbourg e i Sonic Youth.

Si giunge così alle battute finali dell’album, in cui “Fakir” mantiene alta la tensione a colpi di suoni distorti, introducendo le ultime due tracce, ovvero la delirante “Jesus B.B.Q.”, tutta costruita su un contrasto vocale maschile-femminile dalle venature quasi pornografiche, e la title-track “En France / En Transe”, ipnotica nenia dark che dirige l’ascolto verso la definitiva uscita da un mondo ruvido, graffiante eppure eccitante come un’esperienza ai limiti del proibito.

Gli Ulan Bator mettono così a segno un altro colpo di altissimo livello, in una carriera che ormai non ha nulla da invidiare a band ben più blasonate della scena alternative e noise internazionale, per maturità, completezza e, non da meno, per una buona dose di strafottenza delle convenzioni, che rende Cambuzat e soci artefici di un’opera dai tratti assolutamente personali.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · TakeOff
  • 2 · We R You
  • 3 · Ah Ham
  • 4 · Colère
  • 5 · Bugarach
  • 6 · Song for the deaf
  • 7 · Fakir
  • 8 · Jesus B.B.Q.
  • 9 · En France/En Transe

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