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Recensioni | Pubblicato il 25 gennaio 2012

Colapesce-Un meraviglioso declino

Colapesce

Un meraviglioso declino

Genere: Songwriting

Anno: 2012

Casa Discografica: 42 Records

Servizio di:

“I barbari stanno per arrivare”, o forse si sono già mischiati a noi da tempo, uccidono i nostri sogni, “si nutrono dei nostri fallimenti”, eppure non sono riusciti a distruggere l’innata tendenza alla bellezza, che alcuni artisti dimostrano di coltivare ancora con una sincera onestà. Come nel caso di Colapesce, nome d’arte dietro cui si cela Lorenzo Urciullo, già con gli Albanopower e oggi tra i cantautori italiani più promettenti, e del suo Un meraviglioso declino, album fresco di uscita per la 42Records.

Un declino sicuramente non musicale, quello che ci presenta Urciullo, nella sua visione del mondo sempre ancorata a terra, ai piccoli gesti che si nascondono tra “autostrade che sputano fuoco” e “brandelli di città”, eppure costantemente sospesa in una dimensione quasi onirica e fiabesca, dipinta dalle melodie lievi e da un cantato rivestito di delicatezza. È la stessa ambientazione tenue che già traspariva dall’ep omonimo del 2010, quel piccolo gioiello con cui Colapesce, appena riemerso dalle acque del mare di Sicilia, presentava al pubblico il suo talento; un mondo in cui, senza mielosità, tutto sembra ruotare attorno alla capacità dell’amore di tenersi fuori dalle brutture di ciò che lo circonda.

Nei suoi testi, infatti, Colapesce sposta lo sguardo, a fasi alterne, dalle emozioni legate a momenti intimisti da custodire gelosamente, ad un mondo esterno forse poco rassicurante, ma sempre descritto con ironia sottile ed un velo di romantico distacco. Brano dopo brano, le immagini di quotidianità diventano poetico minimalismo: ogni gesto, ogni oggetto, ogni parola, assumono i colori di un quadro in cui i toni primaverili vengono utilizzati per illuminare i singoli dettagli più che lo sfondo.

Potrebbero essere le storie vissute, o anche solo immaginate, da ciascuno di noi, quelle di Colapesce; come nella traccia d’apertura, “Restiamo in casa”, giocata su fermi immagine dai quali traspare il desiderio di rallentare ed abbandonarsi alla tenerezza, o nelle altrettanto splendide “Satellite” e “Le foglie appese”. Le parole si presentano, verso per verso, come pietre luccicanti incastonate nell’oro con intelligenza e maestria, anche quando c’è da cantare con nostalgia “La distruzione di un amore”, la dolorosa disillusione  di “Quando tutto diventò blu” o il già citato e pericoloso arrivo de “I barbari” (pezzo al quale partecipano Alessandro Raina e Roy Paci). Eppure Urciullo non si limita a lasciare che queste brillino di luce propria, ma sfrutta al meglio la sua capacità di scrivere melodie, che entrano immediatamente in circolo lasciandosi canticchiare a ripetizione, e arricchisce il tutto di arrangiamenti senza inutili eccessi, vagamente vintage e curati nel minimo dettaglio.

Non c’è traccia di elementi superflui, né di quei brani comunemente definiti come “evitabili”, ma, anzi, sorprende il livello eccellente della produzione mantenuto nell’intero lavoro. Così, nella parte finale dell’album, Colapesce, volgendo di nuovo lo sguardo ad una dimensione interiore, ci regala altre quattro perle: “Sottotitoli”, impreziosita dalla voce dell’ex Scisma Sara Mazo; il singolo, “S’illumina”, in circolazione già dalla fine dello scorso anno; “Il mattino dei morti viventi”; e quell’adorabile collage di immagini d’infanzia che è “Bogotà”.

Un meraviglioso declino non ha deluso le aspettative di chi confidava, per questo 2012, nel ritorno di Colapesce, scommettendo su di lui per uno dei migliori lavori dell’anno. Anzi, anche se è prematuro sbilanciarsi a gennaio ancora in corso, si può forse già parlare di scommessa vinta e, nel frattempo, premere di nuovo il tasto Play e far ripartire l’intero album dalla prima traccia.

Voto: 8,5/10

Tracklist:

  • 1 · Restiamo in casa
  • 2 · Satellite
  • 3 · La zona rossa
  • 4 · Un giorno di festa
  • 5 · Oasi
  • 6 · Le foglie appese
  • 7 · Quando tutto diventò blu
  • 8 · I barbari
  • 9 · La distruzione di un amore
  • 10 · Sottotitoli
  • 11 · S‘illumina
  • 12 · Il mattino dei morti viventi
  • 13 · Bogotà

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