Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 5 marzo 2014

viaggio nelle memorie disponibili

Andrea Zanzottera quartet

Viaggio nelle memorie disponibili

Genere: Jazz

Anno: 2013

Casa Discografica: OrangeHomeRecords

Servizio di:

Viaggio nelle memorie disponibili arriva in un sognante booklet in cui l’autore esplicita il senso della sua opera: comporre musiche che, come il profumo di un fiore o il colore dell’alba, risveglino i ricordi custoditi segreti nella nostra sfera intima. Booklet impreziosito dalle marine di Lorenzo Ameri, scatti fotografici di un calore vagamente retrò, e dalle sincere note di stima di Enrico Rava: “Questo disco, dove primeggia uno Stefano Guazzo in una forma straordinaria, dovrebbe aiutare a far conoscere un qualcosa di nuovo ed interessante e dei musicisti di grande talento. Tesori nascosti che speriamo vengano scoperti al più presto. Se lo meritano”. Nove composizioni originali di Andrea Zanzottera, pianista di Chieti classe ‘62, suonate da un amalgamato quartetto in cui il leader dialoga con i sax di Guazzo, sorretto dalla ritmica di Pietro Martinelli al basso e Folco Fedele alla batteria.

L’album si apre con “Morning mist”: il pianoforte introduce ad un’atmosfera tipicamente hard bop che si apre poi a tinte più moderne. Gran lavoro della batteria di Fedele che sostiene con brillanti variazioni di dinamiche le trame degli strumenti di volta in volta in primo piano. Seguono  “Viaggio a Shamballa”, dalla melodia più orientale come da titolo, e “Altes Lied” che, non so quanto legata al romanticismo tedesco di fine ottocento, sembra in realtà piuttosto rifarsi al pianismo europeo degli ultimi anni: lineare arpeggio iniziale e melodia del sax su larghe aperture dei piatti della batteria. Sullo stesso registro anche “Sometimes sorry” e “Il trionfo dello spreco”, solo più energiche e sferzanti. Tra le due spicca “Le interazioni forti”, in cui il contrabbasso di Martinelli apre le danze dei soli. “Le macchie di Rorschach”, dopo un intro spezzato, si lascia andare ad un intermezzo free che spinge gli strumenti a spaziare senza vincoli tra il noise e il cabaret, fino a sfociare in un finale swingato. Come per l’appunto una macchia d’inchiostro in cui ognuno esprime la propria personalità dalle molte facce. Con la successiva “Via Vincenzo da Seregno” la composizione ritorna a trame più ortodosse, grazie ad un tema con soluzione ritmica all’unisono, seguito come da prassi dai soli prima del sax e poi del pianoforte. Chiude la malinconica ballad “Next trip”.

Il disco, registrato da Raffaele Abbate tra le colline di Leivi in un assolato Agosto, esce per la giovane etichetta ligure Orange Home Records, attenta alla musica di qualità.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Morning mist
  • 2 · Viaggio a Shamballa
  • 3 · Altes lied
  • 4 · Sometimers sorry
  • 5 · Le interazioni forti
  • 6 · Il trionfo dello spreco
  • 7 · Le macchie di Rorschach
  • 8 · Via vincenzo da seregno
  • 9 · Next trip

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi