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Recensioni | Pubblicato il 24 ottobre 2013

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His Clancyness

Vicious

Genere: Glam-Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Fat Cat Records

Servizio di:

Vicious, you hit me with a flower“. C’è molto dei bolognesi His Clancyness in questa frase: c’è Lou Reed e l’America, c’è il glam che prelude agli anni ’80, c’è il titolo del loro album di esordio, c’è tutto un mondo. Ma procediamo per gradi.

L’album è strato registrato negli studi di Detroit dal produttore Chris Koltay (già a lavoro con Liars, Atlas Sound, Lotus Plaza, Akron Family, Dirtbombs), e delle atmosfere d’oltreoceano risente profondamente. Gli His Clancyness sono proprio uno di quei (pochi) gruppi italiani che trascende le barriere geografiche e assurge allo status di band internazionale con una facilità disarmante, grazie alla finissima qualità del prodotto che propone. Questo il motivo per cui la rinomata Fat Cat Records li ha voluti annoverare tra i propri artisti, permettendo loro di plasmare una creatura magnifica.

Il disco rivela un sottile e raffinato dualismo, che lo percorre dall’inizio alla fine come linfa, e come linfa lo nutre, scoprendone i punti d’ombra ed esaltandone i punti di luce: l’atmosfera si sostanzia di un languore morbido e sinuoso, che prende corpo nella voce, e di una ritmica impetuosa e trascinante, una corrente fluida ma incontenibile, una fiamma iridescente ma fredda. Vibra un’energia febbrile in queste tracce, un afflato epico che racconta di un eroe sfibrato, ma anche una malinconia sognante, una dolcezza irrequieta. A partire dal brano di apertura “Safe Around The Edges”, forte manifesto programmatico che trova la sua antinomia nella chiusa indolente di “Progress”, attraverso le vellutate “Slash The Night” e “Crystal Clear”, “Run Wild” e “Machines”, vigorose e decise, la struggente “Avenue” e la possente “Zenith Diamonds”. Sontuoso ed eroico il pezzo strumentale “Castle Sand Ambient”.

Un dualismo che si armonizza in un linguaggio laconico, asciutto ed essenziale, e in una patina glam che ricorda il migliore Lou Reed, quello lascivo di Vicious per l’appunto.

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Safe Around The Edges
  • 2 · Miss Out These Days
  • 3 · Gold Diggers
  • 4 · Hunting Men
  • 5 · Slash The Night
  • 6 · Run Wild
  • 7 · Machines
  • 8 · Avenue
  • 9 · Crystal Clear
  • 10 · Zenith Diamonds
  • 11 · Castle Sand Ambient
  • 12 · Progress

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