Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 14 novembre 2013

Copertina_Viola

Nicodemo

Viola

Genere: Pop-Rock, Electro-Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: XXXV

Servizio di:

Chi è Nicodemo? E’ presto detto: un cantautore. Eppure risulta essere riduttivo poiché c’è dell’altro celato (ma neanche tanto) nel suo ultimo album Viola, capace di portare avanti il discorso già ben avviato con la pubblicazione del 2010 In due corpi.

Cantautore sì ma distante da tutto un immaginario iconografico venutosi a creare recentemente intorno a questa categoria. La peculiarità che contraddistingue Viola, infatti, è sostanzialmente un’alchimia di sperimentazioni musicali, flussi sonori che s’intersecano ed esplodono nel violaceo più acceso del pop-rock, a sua volta contaminato da miscelazioni elettroniche che sfumano in arditi ricami blues e che appaiono come estensione naturale del cupo cantato di Nicodemo, a volte crooner, sulla falsariga di Emidio Clementi (Massimo volume), altre ispirato da una ricercatezza espressiva molto vicina a maestri della tradizione Italiana come Battiato o l’ormai reduce Giovanni Lindo Ferretti.

Altrettanto affascinanti le tematiche affrontate nelle nove tracce che contraddistinguono questo nuovo lavoro. Esse, infatti, sono continuamente scisse tra una perentoria critica alla condizione alienante del mondo moderno “dove sono finiti i visionari, gli ideatori, gli ideali sani … (“Legionari”)  ed una decisa incitazione al recupero di vecchie tradizioni che possano ricondurre alla parte più vera di sé stessi. La sfera più intima dell’album riesce pertanto a dialogare sinceramente con il mondo esterno, senza censure come in “Un grande Natale”, caratterizzato tra l’altro da sperimentalismi dalle tinte scure di cui sopra.  La necessità di un ritorno ad una forma primitiva d’essenza viene ripreso anche in”Almeno con la mente”: “ritornerò bambino almeno con la mente … vorrei calmarmi come facevano i vecchi, risolvevano guardando il mare… “.

Tuttavia l’occhio attento di Nicodemo non arresta la sua indagine e c’è tempo ancora per lo pseudo- pop di “Tutti a teatro” e la più intimista “Nell’aria”, tra le composizioni più eteree. L’atmosfera dance di “Madre” non annichilisce la complessità dell’album e paradossalmente accentua quella che è tra le prove migliori di Viola: “Inverno”. Un timido piano fa da apripista all’ottima interpretazione di Raffaella Destefano, la quale, pur duettando con Nicodemo in un solo frangente, riesce a racchiudere in un unico brano tutta la bellezza a cui l’album tende: “Infilare le mani nel vento, ragionare controtempo, in Inverno … E’ per i deboli che m’intristisco perché debole anche io…”.  Un brano che si staglia nell’ immaginario dell’ascoltatore e rimanda nitidamente alla magia che solo il duo Ferretti/Ginevra Di Marco è stato capace di creare in quell’ ormai storico album dedicato a Beppe Fenoglio (La terra, la guerra, una questione privata)

Senza retorica e con accesi sprazzi d’umanità ( nell’ accezione più pura del termine), Viola riesce a farsi portavoce di un disagio collettivo mirando ad una rivoluzione individuale. Non ci si perde in ideologie preconfezionate ma ci si auspica un ritorno alla sostanza più che alla forma, ritagliando alla musica l’arduo compito d’eccitare il pensiero. Un pensiero che si fa strada tra il basso ed il synth. Pensare in Viola sembra quasi possibile.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Legionari
  • 2 · Viola
  • 3 · Un grande Natale
  • 4 · Almeno con la mente
  • 5 · Tutti a teatro
  • 6 · Nell'aria
  • 7 · Grida
  • 8 · Madre
  • 9 · Inverno

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi