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Recensioni | Pubblicato il 16 aprile 2015

Voyages Extraordinaires cover

Sadside Project

Voyages Extraordinaires

Genere: Indie-folk

Anno: 2015

Casa Discografica: Bomba Dischi/Audioglobe

Servizio di:

A cosa pensate se vi chiedessero di immaginare un viaggio straordinario? La risposta provano ad offrirla i nostrani Sadside Project: un duo con un passato recente garage-rock che mescola le visioni edulcorate di Jules Verne al loro passaggio ad orchestrazioni folk-Irish, fitte di vibrazioni positive ed arrembanti. Tutto questo e poco più è Voyages Extraordinaires, seconda prova discografica uscita lo scorso 20 Marzo per Bomba Dischi/Audioglobe. Il titolo, manco a dirlo, è liberamente ispirato alla raccolta di straordinari racconti realizzata dal succitato Verne. Di quell’entropia salvifica narrata dallo scrittore francese, i due (neo)folk singers ne carpiscono l’ebbrezza espressiva in un trionfo di fiati, grancasse, violini guizzanti e melodie sognanti.

Archiviata senza remore l’esprit garagista che aveva connotato l’esordio “Winter Whales War”, i Sadside Project riescono a trovare, in questa porzione di 2015, una dimensione nuova ed ariosa. Profumano di vitalità, infatti, le dieci tracce di Voyages Extraordinaires che raccontano stralci di vita strettamente autobiografici ma anche di fughe immaginifiche, citazioni filmiche e rimpasti musicali sixties. La voglia di leggerezza è forse uno dei tratti distintivi di questo album sanguigno e casereccio come una salutare festa di paese: lo si avverte da subito in “Nautilus” che issa le vele del vascello volante, ripreso anche nell’artwork, idealmente poco dissimile dall’opera cinematografica del visionario George Méliès. Il plot, però, è assai variegato e al folk più tipicamente irlandese si alternano soluzioni pop (The Dock) o più vicine al country-folk di “Requiem ( for a friend)” o “Third Class Heart Party (festa di paese)”, che avvicina incredibilmente il duo italico ai profeti dell’indie-folk europeo Mumford & Sons. Ad impreziosire l’ottovolante Sadside Project, però, sono prove anche più cupe ed introspettive come “Sherwood” ed “Interstellar”, che lasciano confluire all’interno dell’indie-folk anche evidenti chiaro-scuri nineties,così come gli stessi sprazzi alt-rock di “If the truth should be told”. I restanti brani di V.E. mantengono una carica espressiva volta alla festosità, anche nella prova soul di “Summer Singin Collection”. La chiusura, invece, è affidata ad una rivisitazione di un brano della prima ora “Analog Landscape”, la cui forza centripeta rispecchia in pieno le fasi di un viaggio altalenante ma sicuramente fuori dal comune.

L’ardore dei Sadside Project non lascia indifferenti e gettarsi in pasto alle tiratissime ballate  da loro imbastite è un piacere per anima e mente. Vojages Extraordinaires è un disco che nella sua connotazione leggera riesce ad imporsi nell’immaginario dell’ascoltatore. Il motore strumentale collettivo, che lavora con perizia alle spalle del duo, riesce a rendere questa seconda prova discografica una corsa ad ostacoli tra colori fauvisti, suggestioni cinematografiche e primizie di sapori. I Sadside Project, da questo punto di vista, riescono a far calare la maschera ad un genere poco usitato in Italia ma che pare aver trovato ora nuova fioritura. A buon rendere!

 

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Nautilus
  • 2 · The Dock
  • 3 · Requiem( for a friend)
  • 4 · Brotherhood
  • 5 · Third Class Heart Party (festa di paese)
  • 6 · Sherwood
  • 7 · Summer Singing Collective
  • 8 · Truth
  • 9 · Interstellar
  • 10 · Analog Landscape

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