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Recensioni | Pubblicato il 20 febbraio 2015

Bjrk

Bjork

Vulnicura

Genere: Songwriting, Alternative, Sperimentale

Anno: 2015

Casa Discografica: One Little Indian

Servizio di:

In questo anno che si preannuncia ricco di interessanti uscite musicali e graditi ritorni non poteva mancare il nuovo disco di Björk la cui uscita è stata anticipata di ben due mesi a causa di un leak (consuetudine ormai prevedibile) che ha permesso a migliaia di utenti di ascoltare gli attesissimi brani dell’artista islandese. Vulnicura, questo il titolo del disco, richiede più di un ascolto per potersi sedimentare.

Fin dalle prime note di “Stonemilker e “Lion song s’intuisce un ritorno alle familiari sonorità di Homogenic e ai suoi arrangiamenti per archi ed elettronica. Stavolta però i beat si svincolano dalla loro funzione dance, si fanno più rarefatti, frutto di un’elettronica colta e raffinata. L’atmosfera di Vulnicura è fredda e oscura, metafora di una reale sofferenza vissuta da Björk dopo il divorzio con Matthew Barney. Ne emerge un disco intimo, profondamente personale, dove emozioni di rabbia, frustrazione incertezza e compassione rimbalzano di parola in parola. Björk racconta le vicissitudini della storia coniugale senza troppi giri di parole. La sua è una ferita ancora aperta – nella copertina  Björk compare come una martire dal cuore spalancato – ma mentre vive la propria sofferenza (Vulni) ella racconta di aver trovato la “cura” ovvero accettare quel dolore per affrontarlo e superarlo.

Per Vulnicura Björk si è avvalsa di due giovani produttori, stelle nascenti della scena elettronica: Bobby Krlic alias Haxan Cloack e Alejandro Arca Ghersi, produttore venezuelano (già al fianco di Kanye West e FKA Twigs). Mentre “Stonemilker è l’unico pezzo ad avere una reale forma-canzone, il resto del disco presenta strutture complesse e del tutto prive di regole, in cui strofe e ritornelli si confondono fino a diventare la stessa cosa.

Va ricordato che Björk scrive soprattutto melodie per cui mentre la voce crea forme, gli archi e l’ambiente elettronico rifiniscono il tutto facendo da contrappunto in un dialogo ascendente e discendente. Come in “History of touches: un piccolo inferno sonoro dietro il quale si nasconde uno spettrale intreccio ritmico dall’incedere inquieto.

Con i suoi dieci minuti di durata “Black Lake si attesta perno centrale e cuore di Vulnicura. Una vera e propria opera tragica. Crescendo, interludi, vertigini vocali. Björk canta alla stregua di un’eroina pucciniana. Una Butterfly elettronica che piange la fine di un amore importante a colpi di techno e larghe campiture d’archi. Dopo l’atmosfera velatamente orientale “Not Get” e “Atom Dance”, il disco termina con dei brani meno incisivi, sperimentazioni fini a se stesse, incapaci di aggiungere altro al discorso generale.

E’ questa la doppia pericolosa natura di Vulnicura: a volte suona splendidamente estremo; altre volte incomprensibile, perfino troppo intellettuale, artificioso. Ma da quando un album di Björk è di facile ascolto? Ormai è chiara l’intenzione di rendere i suoi dischi opere totali che le permettano di spingersi oltre l’atto del “comporre musica”. La sua è un’arte prettamente evocativa. Trasforma ciò che “sente” in metafore sonore, visive, interattive (vedi l’app di Biophilia, ad esempio). Sono brani che si compongono per paesaggi mentali. Che poi suonino come “musica” nell’accezione più classica del termine o che ci piacciano, questa è un’altra questione. Bjork vuole solo essere ascoltata. E’ come un libro aperto che per essere assorbito necessita di un’attenzione totale. Non siamo più abituati a ritagliarci del tempo per “ascoltare” e basta. Di solito lo facciamo facendo altro e ci ostiniamo a giudicare rapidamente, anche quando si tratta di album complessi come questo. Troppi sterili ascolti frettolosi? Forse. La verità è che Vulnicura richiede tempo prima di essere giudicato e, al di là delle valutazioni personali, può esserci d’aiuto per tornare ad ascoltare e comprendere.

Voto: 7.5/10

Tracklist:

  • 1 · Stonemilker
  • 2 · Lionsong
  • 3 · History Of Touches
  • 4 · Black Lake
  • 5 · Family
  • 6 · Notget
  • 7 · Atom Dance
  • 8 · Mouth Mantra
  • 9 · Quicksand

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