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Recensioni | Pubblicato il 4 febbraio 2015

Vuoto Pneumatico

Vuoto Pneumatico

Vuoto Pneumatico

Genere: Alt-Songwriting, Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: La cantina appena sotto la vita

Servizio di:

Qualche mese fa vi abbiamo presentato un paio di brani dei Vuoto Pneumatico, la collaborazione fra Gianni Venturi Giacomo Marighelli. Il primo è il cantante degli Altare Thotemico (noti soprattutto oltreconfine nell‘ambito del prog-jazz-rock); il secondo ha composto colonne sonore per opere video e spettacoli teatrali e con lo pseudonimo di Margaret Lee ha pubblicato tre album. Il loro lavoro è stato coadiuvato da Eugenio Squarcia, Friedrich Cané, Mario Montalbano e Federico Viola.

Il loro eponimo album di debutto è uscito lo scorso ottobre via La cantina appena sotto la vita. Tredici brani che esprimono la linea di incontro fra l’elaborazione della parola e la ricerca del suono (im)perfetto. Gianni Venturi scrive (quasi) tutti i brani mostrando una “penna” efficace e una poetica d’impatto, mentre Giacomo Marighelli forgia le parole e l’interpretazione vocale del suo collega con un impianto sonoro che valorizza il fine del progetto.

Musicalmente parlando, vengono affrontate varie tematiche stilistiche: il suono è tendenzialmente ruvido e in uno stato di tensione (la pellicola rumoristica di “Fiore Uterino“, “Buon Natale” e “A tutte le madri“); ritroviamo l’impatto e la prepotenza ritmica in brani come “Perso nella Danza” (Madre dolente a te dedico il mio cuore divino/A te che mantieni intatta la creatività dell’onda umana/A te che trattieni l’amore e te ne vesti/Con tessuto di stelle e baci e abbracci di verità) e “Ventose Vie“, c’è la “semplicità” della chitarra di “La Notte” che in un secondo momento si trasforma in carica esplosiva che viene riproposta, ma in maniera compressa e controllata, in “Buio Asmatico“.

Fra i pezzi più riusciti ritroviamo “Polline di Sogno” che vive in un surrealismo minimale e inquietante della prima parte e poi la dissonanza più amplificata della seconda parte che esalta la vocalità di Venturi (Mi sono vestito con polline di sogno/Ed alpi innevate/Nel vederle ho pianto 
Ora/Deserto altro non c’è che deserto/Scandisce l’ora un pendolo/Come se il tempo qui nella stasi avesse senso/Come se il colore delle cose fosse vero e caldo buono il sole).

Il legame tra contenuto e contenitore è il “segreto” della riuscita di questo debutto: prevale l’insieme del progetto, l’architettura ricamata dei due aspetti e delle due anime che hanno saputo dare i giusti scompensi ed equilibri alla loro musica per massimizzare la comunicazione.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Vuoto Pneumatico
  • 2 · Fiore Uterino
  • 3 · Aaaah
  • 4 · La Notte
  • 5 · Ventose Vie
  • 6 · Intermezzo
  • 7 · Polline di Sogno
  • 8 · A Tutte le Madri
  • 9 · Numeri Primi
  • 10 · Buon Natale
  • 11 · Perso nella Danza
  • 12 · Buio Asmatico
  • 13 · La Rete

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