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Recensioni | Pubblicato il 14 ottobre 2013

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ThreeLakes and The Flatland Eagles

War Tales

Genere: Folk, Alt-country

Anno: 2013

Casa Discografica: Upupa Produzioni

Servizio di:

Combattere per la pace è come fare l’amore per la verginità”, così J.Lennon esemplifica l’ideologia folle che si cela dietro ogni conflitto passato o di più recente storia. Quando si parla di conflitti viene da pensare immediatamente a quelli che hanno reso tragicamente famoso il XX secolo ma, probabilmente, non è solo a questi che l’album di Three Lakes and The Flatland Eagles fa riferimento, dal momento che le liriche proposte fanno continuamente da sponda a piccoli (ma non meno importanti) drammi di vita quotidiana.

War Tales rappresenta una novità assoluta nell’ attività artistica di Luca Righi, avvezzo ad una dimensione prettamente acustica che viene ora sradicata e rimodellata grazie all’ apporto dei fidati “musicisti-amici” The Flatland Eagles, oltre ad altre preziose partecipazioni d’artisti come Emanuele Riverberi (Giardini di Mirò) e Luciano Ermondi (Tempelhof).

Si tratta di un album ricco di sfumature percepibili da chi ogni giorno è disposto a lottare per imporre la sua presenza al mondo. “Racconti di guerra”, appunto, di quelli che raccontano i nonni alle cene domenicali e che rappresentano il segno più tangibile di un’onesta memoria storica. Con molta modestia Treelakes si fa portavoce di quella memoria guidando  l’ascoltatore in un viaggio immaginifico che ripercorre le tappe di un percorso doloroso ma  necessario.

Sommessamente apre la prima traccia “Wild Water”, nell’intro solo chitarra acustica e voce, capace di raggiungere alti picchi emozionali e che segna anche la fase iniziale dell’abbandono della propria quotidianità in nome di una conflittualità talvolta nemmeno compresa. “Walk” sospinge l’ascoltatore nella coralità dell’evento con un ritmo sostenuto che rimanda a sonorità alt-folk.

Subito dopo, la prima battuta d’arresto con “The Lonesome death of Mr.Hank Williams” , utile per comprendere le qualità narrative che si nascondono dietro al concept: Hank Williams è un uomo comune, consumato dalla fatica e dai dolori della vita e che diventa emblema di una larga schiera di sconfitti e d’eroi solitari. Ancora più introspettiva è “To do”, supportata dall’ottima vocalità di Righi e da un arrangiamento minimale ma molto efficace, che lascia ad una trasognata tromba l’arduo compito d’invitare allo stravolgimento della condizione di prigionia reale o anche solo immaginata. “The day my father cried” rappresenta la parte più dolorosa del viaggio, poiché si parla di sconfitte e quelle che riguardano i nostri affetti sono sempre le più difficili d’affrontare. Il pianto di un padre rende bene l’idea di un dolore universale, capace di far vacillare anche rapporti meno solidi e che non riesce a celare una paura latente per l’allontanamento del proprio figlio.

Con “D-Day” (tra i brani più intensi) si scava nelle pieghe dell’animo di un giovane divenuto eroe senza volerlo durante lo sbarco in Normandia, ove troveranno la morte molti altri come lui: eroi per caso. Il processo di redenzione inzia con “March”, che chiude le war tales e funge da preludio alla leggera e più distesa “Horses slowly ride”, che cita in alcuni passaggi il buon Neil Young (senza voler azzardare paragoni) per via di un’efficacissima armonica che riesce nell’intento di stemperare la durezza delle storie fin lì narrate. Il ciclo si chiude con l’appena sussurrata “Rose”, caratterizzata da delicati arrangiamenti e che rappresenta il punto esclamativo di una narrazione impeccabile e affascinante.

War Tales, in conclusione, è molto di più d’un semplice album d’esordio. La profondità dei testi e le ottime strutture sonore riescono nell’ intento di guidare l’ascoltatore in un viaggio ambizioso e a tratti onirico.  Sotto questo punto di vista l’opera di Three Lakes & The Flatland Eagles potrebbe essere paragonata all’ attento lavoro di uno scultore, che da un blocco di marmo massiccio riesce a tirar fuori la delicatezza di un volto di donna.

Non resta che schiacciare play. Smarritevi lungo il viaggio!

Voto: 8/10

Tracklist:

  • 1 · Wild water
  • 2 · The walk
  • 3 · The lonesome death of Mr. Hank Williams
  • 4 · To do
  • 5 · The day my father cried
  • 6 · By my side
  • 7 · D-Day
  • 8 · March
  • 9 · Horses slowly ride
  • 10 · Rose

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