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Recensioni | Pubblicato il 8 maggio 2013

The Brain Olotester

The Brain Olotester

Wash your blues away

Genere: Psyhc-folk, Pop

Anno: 2013

Casa Discografica: I Dischi del Minollo

Servizio di:

La musica di The Brain Olotester si presenta come un insieme di rette che di volta in volta vanno a comporre diverse forme geometriche. La parte interessante della sua musica sta nel trasformare l’attitudine cantautorale in uno stile che riesce sia a rientrare nella tradizione (un brano come “The sad ballad of Mr. Spaceman” rientra in questa categoria), sia nel distaccarsi dalla stessa con soluzioni che applicano vari linguaggi.

Dietro il progetto si cela l’artista salentino Giuseppe Calignano. Dopo l’esperienza con i Muzak, nel 2008 avvia la carriera solista con un disco omonimo. Wash Your Blues Away rappresenta il suo secondo lavoro, nel quale Calignano racconta ” l’amore per la persona che è appena diventata sua moglie”. Il tutto è stato prodotto da Paolo Bergese (Airportman). Hanno contribuito al disco: Tommaso Cerasuolo (Perturbazione), Valerio Cosi, Giorgio Tuma, Nicolas Joseph Roncea, i Diverting Duo e alcuni membri degli Airportman.

Il classico dei temi affrontato, come dicevamo prima, con un approccio misto e che segue diversi intuizioni: è sicuramente l’aspetto melodico che prevale e si concretizza attraverso strutture pop (“Lazy man“)  e folk psichedelico (“My Timeless Present“).  Ma alla presenza di brani che rientrano in determinati schemi, si alternano anche tentativi di evasione da questi che danno vivacità e dinamicità agli arrangiamento.

L’inizio con “Before and after the library information systems” mette subito in evidenza due aspetti: uno è la curata leggerezza della composizioni con delicate incursioni elettroniche e  la chitarra gentile; l’altra è la capacità di esprimere la sua vena psichedelica anche con la voce. “Unexpected revelations” irrobustisce l’arrangiamento senza smembrare l’armonia che aleggia su tutto il disco, mentre in “The queen, the rose and the moon“, sembra ascoltare il flusso ambientale delle composizioni soliste di Mark McGuire. A fare le differenza sono le piccole incursioni che “spezzano” la linearità della musica

Questi piccoli tagli avranno un rilievo maggiore in un brano come “Four years ago” che da spazio ad uno spiccato e oscuro intimismo nella prima parte e a frastagliamenti ritmici nella seconda. Gli esperimenti proseguono nella successiva  tensione di “Remember me“.   Si chiude con l’atmosfera sognante e la voce femminile di “Wash your blues away“, brano che nella sua progressione  e costruzione rivela tutta l’essenza della sua musica.

Un lavoro praticamente ineccepibile, in alcuni punti (al dire il vero pochi) ridondante ma che ha saputo esprimere un diverso concetto di melodia, dando nuova forma alle strutture cantautorali. Un ottimo esempio di come si possa raccontare una storia o un sentimento dando un’importanza narrativa alla musica (“Her love makes me feel so good” e “A day in 1999“ sono  l’evidenza di questo discorso), allo stesso livello delle parole. Specchio di una forte carattere espressivo della sua musica.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Before and after the library information systems
  • 2 · Unexpected revelations
  • 3 · The queen, the rose and the moon
  • 4 · A day in 1999
  • 5 · My timeless present
  • 6 · Her love makes me feel so good
  • 7 · The sad ballad of Mr. Spaceman
  • 8 · Four years ago
  • 9 · Remember me
  • 10 · Lazy man
  • 11 · Wash your blues away

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