Logotipo di Son of Marketing realizzato dal superbo grafico italiano Alessandro 'Aesse' Scarpellini
youtube Soundcloud Basecamp

Recensioni | Pubblicato il 16 marzo 2015

marikahackman

Marika Hackman

We Slept At Last

Genere: Folk, Songwriting

Anno: 2015

Casa Discografica: Dirty Hit

Servizio di:

We Slept at Last è una frase dal forte impatto, di liberazione e che rivela un passato recente (o lontano, dipende dalla prospettiva) particolarmente pesante, fisicamente e soprattutto emotivamente. L’artwork dominato da un blu notte, tanto suggestivo quanto inquietante, vede una donna accasciata frettolosamente su un letto, divorata dal giorno faticoso o da una vita insostenibile.

Immagini che raccontano una storia, come quelle che propone la cantautrice londinese Marika Hackman che arriva al debutto dopo una serie di interessanti ep. L’innamoramento è veloce, la sua voce è ipnotica e malinconica ed è una calamita (ascoltare “Skin” per credere), anzi un vortice per tutti gli amanti delle atmosfere “dark” (“Open Wide” dai richiami wave).

Ma non è l’unica caratteristica che colpisce di We Slept at Last: c’è una cura notevole degli arrangiamenti (la chitarra nella finale “Let Me In”), un uso misurato della voce, l’utilizzo di strutture folk (forma quasi classica in “Ophelia” e nella travolgente semplicità di “Claude’s Girl“) in perfetta combinazione con l’aspetto elettronico della composizione. ”Drown” è un’apertura che ci catapulta nel suo mondo con la chitarra a fare da tappeto e le incursioni elettroniche che spezzano il suono (accentuati in “Undone, Undress“), i silenzi che esaltano l’emotività vocale.

In alcuni casi prevale l’aspetto ambientale della composizione che provoca una “sospensione” e lo si può notare in pezzi come “Before I Sleep” o nella suggestiva tensione di “In Words” (fra i brani più significativi dell’album); non sono assenti movimentazioni ritmiche accentuate che non destabilizzano l’equilibrio dell’album (vedi “Animal Fear” e la seconda parte di “Next Year“).

Sono passati appena due mesi dall’inizio dell’anno ma questo debutto può essere considerato uno di quelli che ricorderemo per un po’ di tempo: la cantautrice londinese apre le porte ad una carriera proficua; partendo dall’effetto della scrittura riesce a dare senso ad ogni singola parola, a misurarle, riuscendo a massimizzare l’espressività della musica nei suoi significati senza dimenticare l’aspetto estetico che diventa essenziale ai fini del risultato finale.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Drown
  • 2 · Before I Sleep
  • 3 · Ophelia
  • 4 · Open Wide
  • 5 · Skin
  • 6 · Claude's Girl
  • 7 · Animal Fear
  • 8 · In Words
  • 9 · Monday Afternoon
  • 10 · Undone, Undress
  • 11 · Next Year
  • 12 · Let Me In

Articolo precedente:

Articolo seguente:

Developed by | MM and designed by Aesse

Questo sito web utilizza i cookie al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Maggiori Informazioni | Chiudi