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Recensioni | Pubblicato il 4 settembre 2014

Phil selway

Philip Selway

Weatherhouse

Genere: Alternative

Anno: 2014

Casa Discografica: Bella Union

Servizio di:

E’ sorprendente vedere il metronomo dei Radiohead che lascia le bacchette sulle pelli della sua batteria, prende una chitarra in mano, manda gli altri a bersi qualcosa e inizia a cantare. Applausi a scena aperta e se Familial (2010) era un disco intimista e delicato questo Weatherhouse mantiene sempre una certa leggerezza di fondo che però diventa più inquietante. Basta metter a confronto i primi singoli dei due album: “By Some Miracle” è una carezza che emerge dalle vallate oniriche di prima mattina, “Coming Up For Air” coi suoi ritmi singhiozzanti, la voce di Phil effettata e un ritornello romantico ma che si chiude in maniera irregolare è molto meno “familiare”.

Around Again” ci ricorda che se sei uno dei Radiohead le cose semplici non sono il tuo forte, e allora Selway si lascia perdere in una nebbia di archi e chitarre effettate e percussioni a profusione, tutto indefinito attorno all’unica certezza: la splendida voce di Philip Selway e i suoi bellissimi arrangiamenti. “Ghosts” è immerso in un’atmosfera che ricorda le lande sonore dei Daughter ma con un’accezione più drammatica. “Don’t Go Now” è l’emblema di una manciata di brani belli ma che abbassano un po’ l’attenzione perché carenti di quel capriccio geniale in cui Selway a volte cade.

Weatherhouse è un disco intimista che in alcuni episodi osa e si spinge verso territori indefiniti, affascinati proprio per questo. E’ un disco che, come i lavori solisti di Yorke o Greenwood, c’entra poco coi Radiohead: un conto è esprimere il proprio interesse verso strutture complesse e giochi sonori accattivanti, altro è spendere soldi e tempo in un altro progetto musicale che non sia altro che una copia uscita male di quanto già fatto negli ultimi venti anni.

Phil Selway si conferma un bravo cantante con delle belle idee, a volte si perde nella sua stessa intuizione ma l’esperienza in studio gli ha permesso di salvare il tutto con sonorità geniali e capacità di arrangiamento notevoli. Coming Up For Air e Around Again rimangono i brani più incisivi. “Miles Away” forse il miglior brano per esecuzione e per il suo essere sopra le righe rispetto a tutto il resto.

Voto: 6/10

Tracklist:

  • 1 · Coming Up For Air
  • 2 · Around Again
  • 3 · Let It Go
  • 4 · Miles Away
  • 5 · Ghosts
  • 6 · It Will End In Tears
  • 7 · Don't Go Now
  • 8 · Drawn To The Light
  • 9 · Waiting For A Sign
  • 10 · Turning It Inside Out

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