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Recensioni | Pubblicato il 29 agosto 2014

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Mirel Wagner

When The Cellar Children See The Light Of Day

Genere: Folk

Anno: 2014

Casa Discografica: Sub Pop

Servizio di:

Mirel Wagner ci aveva fatto innamorare subito con il suo omonimo album di debutto. Un’essenzialità ricercata, un’interpretazione vivida che metteva in risalto la sua scrittura che faceva emergere il senso di inquietudine e l’umore cupo del disco.

Deve aver convinto anche la Sub Pop che ha deciso di pubblicare il suo secondo lavoro intitolato When The Cellar Children See The Light Of Day con l’importante produzione di Vladislav Delay che esalta l’essenza del suo suono.

La struttura è sempre la stessa, non risultano grandi varianti rispetto al debutto: arrangiamenti scarni, voce protagonista (“In My Father’s House” su tutte) e la sola aggiunta di strumenti che abbracciano la composizione piuttosto che aggredirla (l’intreccio di piano della sublime “Goodnight“). La differenza maggiore sta in una ricerca, in alcuni pezzi, di una maggiore armonizzazione della sua musica anche dal punto di vista vocale. “Oak Tree“, da questo punto di vista, è il brano che più rispecchia questo passaggio grazie all’arpeggio di chitarra e i back vocal.

1 2 3 4, What’s underneath the floor?” , comincia così il brano d’apertura “1 2 3 4 ” che ci riporta la sua ossessione per tutto ciò che è sottoterra, che non emerge, che è nascosto. Un brano che riprende subito lo stile con cui l’abbiamo conosciuta. In “The Dirt” ritroviamo gli echi blues (in parte anche in “Taller Than Tall Trees“) che avevamo già incontrato nell’album di debutto ma con una maggiore cura degli spazi. Fra i brani più suggestivi e meglio riusciti dell’album c’è “What Love Looks Like” che meglio riunisce la composizione minimale con la limpidezza del suono che caratterizza alcuni pezzi di questo nuovo lavoro.

Mirel Wagner conferma la sua eccellenza di cantautrice, rimarca il suo stile subito riconoscibile; c’è da sottolineare che questo nuovo capitolo non aggiunge nulla a quanto avevamo ascoltato nel debutto: si perde un po’ di “aggressività”  e di sporco nella voce ma ne guadagna la qualità del suono. Il terzo capitolo ci dirà se saprà utilizzare diversamente le sue (potenti) armi a disposizione.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · 1 2 3 4
  • 2 · The Dirt
  • 3 · Ellipsis
  • 4 · Oak Tree
  • 5 · In My Father's House
  • 6 · Dreamt of a Wave
  • 7 · The Devil's Tongue
  • 8 · What Love Looks Like
  • 9 · Taller Than Tall Trees
  • 10 · Goodnight

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