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Recensioni | Pubblicato il 21 ottobre 2013

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Joseph Martone & The Travelling Souls

Where we belong

Genere: Blues, folk

Anno: 2013

Casa Discografica: Autoproduzione

Servizio di:

L’America nel sangue e il sole del sud Italia sulla pelle, Joseph Martone, nato a Vitulazio in provincia di Caserta, è il tipico esempio di musicista privo di confini geografici e, non a caso, il progetto nato in collaborazione con l’altro italo-americano Tom Aiezza, produttore e polistrumentista, prende il nome di The Travelling Souls.

Anime in viaggio che trasportano nella propria musica un primordiale istinto di espressione ed esperienze raccolte in giro per il mondo nei cinque anni di lavoro all’album, registrato tra Londra, Parigi, Los Angeles e la provincia di Salerno, con la partecipazione di personaggi del calibro del fisarmonicista Frank Marocco, del trombettista Stewart Cole, o ancora di Roberto Angelini, Mario Gravina, Ned Crowther, Ron Grieco e Anna Su.

Where we belong si presenta come un lavoro dai buoni contenuti e dalla produzione accurata, inserito con profitto nel filone folk/blues d’oltreoceano, grazie anche ad una vocalità roca e calda che dona spessore ai brani, ma in cui non mancano i richiami musicali al nostro territorio.

Inizialmente forse con l’orecchio più rivolto all’aspetto derivativo (Waits, Dylan, ma anche Springsteen) che al reale valore dei pezzi, si scopre poco a poco la bellezza delle otto tracce che compongono l’album, ritrovandosi in breve tempo ad apprezzarne il fine lavoro di composizione che vi si cela dietro, come avviene ad esempio con l’ascolto della intensa “Monument of your life” o della più solare “Love me”, con i suoi giocosi inserimenti di fiati, peraltro a loro agio anche nella graffiante apertura di “Show me the way”.

Ego sum”, unico brano cantato in italiano, scomoda atmosfere tzigane in cui sembra di scorgere in lontananza l’ombra lunga di Vinicio Capossela, mentre “Once” e “Time and words” portano nel dna uno spirito di condivisione ed aggregazione tipico di certo blues-rock di stampo statunitense.

In chiusura, poi, spazio alla delicata ballata “Window” e a quello che è stato il primo singolo e video del combo, ovvero “Shine on me”, ottima rilettura in chiave blues e con un testo completamente modificato di “As I sat sadly by her side” di Nick Cave.

A conti fatti, il primo lavoro di Martone con i suoi The Travelling Souls si rivela così un’interessante sorpresa, di respiro internazionale nelle scelte musicali, ma sempre con i piedi e l’anima ben piantati sul controverso territorio al quale, come recita il titolo dell’album, apparteniamo. Un esordio da non sottovalutare.

Voto: 6,8/10

Tracklist:

  • 1 · Show me the way
  • 2 · Monument of your life
  • 3 · Ego sum
  • 4 · Once
  • 5 · Love me
  • 6 · Time and words
  • 7 · Window
  • 8 · Shine on me

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