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Recensioni | Pubblicato il 19 luglio 2013

whisperingtrees

Plantman

Whispering Trees

Genere: Indie-pop

Anno: 2013

Casa Discografica: Arlen Records

Servizio di:

Arrivo con molto ritardo a segnalarvi di questo album, ma non potevo esimermi dal parlarne considerato il notevole livello di qualità che lo caratterizza. Stiamo parlando dei Plantman. 

Si tratta formalmente di un duo britannico formato da Matt Randall e Adam Radmall, il fulcro del progetto, che sono coadiuvati da Bryan Styles (batteria) . Si fecero già notare nel 2010 con Closer to the Snow, lavoro che però ebbe una distribuzione molto limitata. A gennaio è uscito, per Arlen Records, Whispering Trees. 

Per quanto l’etichetta indie-pop si accosti bene a ciò che scorre nel corso delle quindici composizioni, non può rendere l’idea del livello raggiunto dal duo. In questo caso possiamo parlare di arte nel costruire contenitori melodici a favore di forti contenuti. L’arpeggio di chitarra soave (l’onirica “You Wear the Corwn“, l’evocativa “Doves Tail“) , la voce che non sovrasta (la cristallina “The Bitter Song“), resta una sensazione ma si impone sul flusso musicale (“Sleep on a cloud“), diventa il filo reggente delle composizioni: quest’ultime non vanno in un’unica direzione, ma si indirizzano su più soluzioni ritmiche (pensate ai richiami wave di “Crackles” e “May (Safe Hearts)“, la solennità e la consistenza di “Lunaria“).

L’apertura, con “Away With Sun“,  è avvolgente, fluida e mette subito in mostra la cura con cui viene creata la struttura armonica dalla vocalità (back vocal compresi) all’arrangiamento. Nella successiva “Spirit of Spell” si può ammirare anche l’uso leggiadro della batteria, mai sopra le righe; e questo avviene anche in un brano come “Whispering trees“, nel quale la batteria ha un’incisività maggiore. Tra i migliori brani dell’album segnalo “Vini” che regala l’intepretazione vocale più convincente e una costruzione del suono (misurata e attenta alle piccole sfuamture) specchio della ricercatezza della loro musica.

La band mette in campo tutta la sensibilità artistica di cui è dotata per esprimere sensazioni indefinite e malinconiche (ma non triste) in un suono molto marcato e distinguibile (specchio anche dell’amore di un certo periodo tra gli anni ’80 e ’90), volutamente friabile ma di una consistenza impressionante. Una delle migliori produzioni di quest’anno, senza ombra di dubbio.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · Away With the Sun
  • 2 · Spirit or Spell
  • 3 · The Bitter Song
  • 4 · Stickman
  • 5 · Whispering Trees
  • 6 · You Can Waear The Crown
  • 7 · Crackles
  • 8 · Doves Tail
  • 9 · Lunaria
  • 10 · Old Ghosts
  • 11 · May (Safe Hearts)
  • 12 · Sleep On a Cloud
  • 13 · Widescreen Heart
  • 14 · Vini
  • 15 · Melodica Forest

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