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Recensioni | Pubblicato il 10 giugno 2015

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Hot Chip

Why Make Sense?

Genere: Synth Pop

Anno: 2015

Casa Discografica: Domino

Servizio di:

Why Make Sense? richiede numerosi e pazienti ascolti, altrimenti si finisce per inciampare nel giudizio affrettato. Le due hit pre lancio “Need You Now” e “Huarache Lights” spopolano a ragion veduta sui canali youtube e il motivo è intuitivo: si tratta di brani che consolidano in modo convincente quella new disco e una ormai sempre più naturale commistione fra House e Pop Sintetico che per un motivo o per l’altro, rischiano di diventare patrimonio in via d’estinzione. Infatti le tribolazioni dei compianti LCD Soundsystem ormai sono fuori gioco, di Simian Mobile Disco non se ne sente parlare da un po’ (nonostante l’ultimo album a settembre scorso), per non citare il fatto che l’ultimo lavoro discografico dei Soulwax risale a più di una decade fa.  Lunga vita a questa indietronica dance allora ma dopo il primo ascolto del nuovo LP nella sua interezza ci si rende conto che non è il caso di esultare troppo in fretta. Le due tracce lanciate per sponsorizzare Why Make Sense? infatti fanno un po’ da specchietto per le allodole.

La distribuzione delle canzoni stesse provoca una forma di scompenso: dopo una partenza ipnotica, elettrica, ritmata e coinvolgente come quella di “Huarache Lights”, scendere di un gradino alla volta da “Love is the future” fino a “White Wine and Fried Chicken”, non lascia spazio a giudizi esaltati. Il ritmo c’è, ma anche una virata verso uno spirito più sobrio. Ci eravamo illusi di essere capitati ad una di quelle feste fenomenali dove scorrono litri di birra e la musica è talmente alta che i vicini di casa avranno già chiamato la polizia. Invece siamo nel salotto di quell’amico che ha invitato pochi intimi, tutti rigorosamente seduti sul divano. Come festa non è malaccio, ma noi eravamo venuti per ballare.

Gli Hot Chip nel corso di sei album ne hanno sfornate di hit da dance floor come “Thieves in the Night”, “Ready for The Floor”, “One Pure Thought”, ma non hanno mai tradito un certo amore per quel funk regolato che in realtà, anche qui, la fa da padrona. Tendendo a tratti all’armonico o richiamando le atmosfere anni ’80 (“Dark Night”), la band inglese  si schiera più per quel Synth Pop celebrato da gruppi come i Chromatics o dall’ottimo Jamie Lidell.

Tutto il disco e forse tutto il mondo Hot Chip si materializzano in una sintesi perfetta in “Easy to Get” nella quale un’introduzione poco pretenziosa ed ordinata sfocia progressivamente in un brano ammaliante e ritmato.

Questa sesta prova discografica è buona nel complesso, ma un po’ sottotono forse; sicuramente non è per i nostalgici di quella alternative-dance-punk-da-scatenarsi che proponevano album come Sound of Silver o le Nite Versions di Any Minute Now.

Gli Hot Chip possono sfoggiare una buona dose di adrenalina, ma c’è chi vi costruiva un intero sound compatto e convincente attorno fino ad impacchettare album che a fine ascolto facevano grondare di sudore. Se è questo che vi aspettate, non è quello che troverete in Why Make Sense?

 

Tracklist:

  • 1 · Huarache Lights
  • 2 · Love Is the Future
  • 3 · Cry for You
  • 4 · Started Right
  • 5 · White Wine and Fried Chicken
  • 6 · Dark Nigh
  • 7 · Easy to Get
  • 8 · Need You Now
  • 9 · So Much Further to Go
  • 10 · Why Make Sense?

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