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Recensioni | Pubblicato il 21 luglio 2014

Lawrence

Lawrence English

Wilderness Of Mirrors

Genere: Drone-Ambient, Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Room40

Servizio di:

Lawrence English, da oramai quasi quindici anni, rappresenta una delle eccellenze in campo elettronico in ottica soundscaping. Il suo lavoro però rappresenta qualcosa di più elaborato e che in quale che modo parte da una necessità di racconto che proviene sia da una sfera intima che da una dimensione sociale.

Il suo ultimo lavoro Wilderness of Mirrors non è da meno ed è infatti ispirato dal poema di T.S. Eliot intitolato Gerontion: il poeta statunitense parten da un contesto “politico” e sociale (la fine della prima guerra mondiale) per esprimere un disagio interiore. Le otto composizioni dell’artista australiano puntano proprio a dare forma all’abisso che ha creato la società moderna.

Dal punto di vista tecnico c’è un approccio live alla composizione e un’attenzione nell’uso del volume; questo tipo di gestione è dovuta anche all’analisi di performance live di band come My Bloody Valentine e Swans. “The Liquid Casket”, il brano d’apertura, è da esempio della profondità del sua musica, una macchia nera e profonda con un uso vibrante e suggestivo della distorsione, con una rilevanza dello strato acustico nella creazione del tappeto drone. Colpisce anche il modo con cui la fluidità del suono impatta con la tribolazione dello stesso e “Wilderness Of Mirrors” è la dimostrazione di questo concetto.

Ci sono momenti in cui un rumore silenzioso prende il sopravvento e questo discorso inizia nella freddezza di “Wrapped In Skin“, in “Guillotines And Kingmakers” e in parte in “Another Body” che col passare dei secondi guiderà il suono verso una ruvida melodia (presente in maniera ampia anche nella mestizia suggestiva di “Graceless Hunter“.  Una citazione speciale va fatta per “Forgiving Noir“, il brano che rappresenta al meglio la tensione dell’opera e tutto il concept che c’è dietro: si ha il senso del racconto, un continuo perforamento del suono, sottostrati fluidi che rispecchiano l’incisività del livello comunicativo.

Lawrence English riesce, con diligenza ed efficacia, ad unire corpo e mente della composizione: la voragine e il precipizio sono disegnati perfettamente e viene omaggiato con eleganza T.S. Eliot e il suo poema, facendo visualizzare all’ascoltatore quel malinconico monologo.

Voto: 7,3/10

Tracklist:

  • 1 · The Liquid Casket
  • 2 · Wilderness Of Mirrors
  • 3 · Guillotines And Kingmakers
  • 4 · Another Body
  • 5 · Wrapped In Skin
  • 6 · Forgiving Noir
  • 7 · Graceless Hunter
  • 8 · Hapless Gatherer

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