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Recensioni | Pubblicato il 7 agosto 2012

Crystal Shipsss - Yay

Crystal Shipsss

Yay

Genere: Lo-fi, Sperimentale, Alternative

Anno: 2012

Casa Discografica: Raw Onion Records (DK) / Three Ring Records (US) / Cakes and Tapes (PT)

Servizio di:

Di Jacob Faurholt, aka Crystal Shipsss, se ne era già parlato qualche settimana fa nella nostra rubrica Hidden Sounds. Danese ormai di casa a Berlino, dove si occupa tra l’altro di produzioni musicali per cinema e televisione, Faurholt non è propriamente un esordiente: quattro album (più vari ep) a proprio nome all’attivo, un altro lavoro sotto il moniker Why Write? e oggi il progetto Crystal Shipsss, Faurholt è uno di quei personaggi che tengono difficilmente a freno la propria vena creativa e, se è di creatività che si parla, Yay entra a buon diritto tra le uscite più originali degli ultimi tempi.

Difficilmente catalogabile e di non immediato ascolto, il primo album a nome Crystal Shipsss potrebbe essere definito come acido e visionario cantautorato lo-fi, dominato da un cantato in falsetto, pochi giri di chitarra, effetti e distorsioni.

Inquieto ed inquietante, quasi si potrebbe parlare di una doppia personalità musicale manifestata tra suoni grezzi, sporchi e spesso cupi e una vocina fintamente innocente, una natura bipolare rappresentata alla perfezione dalla misteriosa bambina dal volto di teschio che campeggia in copertina.

Dieci tracce, di cui sette non raggiungono i due minuti di durata, che aprono scenari fantasmagorici e allucinati sin dalle prime battute, affidate a “Smile”, pezzo dall’andatura pop ma dall’attitudine psichedelica, quest’ultima fortemente evidenziata anche in “My dark slimy soul”, una vera e propria cantilena pseudo-gotica.

Brani come “Geyser”, “Romantic” e “Bloodstained eyes” danno un’accelerata ai ritmi, una virata verso scenari sorridenti e soleggiati che nascondono in realtà demoni rockeggianti in vena di scherzi, mentre nelle tre tracce più lunghe, “Uh Huh”, “Crystal lipsss” e “Burning kingdom”, la maggior durata sembra frutto di una più accentuata riflessività che, tuttavia, non rinnega le distorsioni che fanno da filo conduttore dell’intero album.

A chiudere il cerchio, tra immagini colorate che si sciolgono e mescolano davanti agli occhi, facendo crollare i già labili confini degli scenari fin qui delineati, le lente ed impalpabili “The Jacket” e “Sunshine”, trionfo del minimalismo a bassa definizione.

Complesso nella sua semplicità e apparentemente inaccessibile al primo ascolto, Yay si presenta così come la ragazza bruttina ma dal fascino misterioso, quella che rapisce lo sguardo poco per volta, finendo però per mostrare tutto il suo inaspettato magnetismo.  Insomma, un incontro musicale spiazzante che non lascerà delusi i più curiosi sperimentatori dalla cuffia facile.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Smile
  • 2 · Geyser
  • 3 · My Dark Slimy Soul
  • 4 · Uh Huh
  • 5 · Romantic
  • 6 · Crystal Lipsss
  • 7 · Bloodstained Eyes
  • 8 · The Jacket
  • 9 · Sunshine

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