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Recensioni | Pubblicato il 26 marzo 2014

Yearling

Orcas

Yearling

Genere: Ambient-Pop, Sperimentale

Anno: 2014

Casa Discografica: Morr Music

Servizio di:

Benoît Pioulard e Rafael Anton Irisarri sono due piccoli genietti contemporanei e lo hanno dimostrato sia singolarmente (gli ultimi lavori sono di gran spessore: il primo con Hymnal e il secondo con The Unitentional Sea) e sia insieme (con lo pseudonimo Orcas) con l’eponimo album di debutto.

La loro forza sta nel sapere unire i vari micromondi dal quale provengono e di saperli unire evitando l’effetto “chiusura” e far confluire la contaminazione che permette di dare nuova luce alle strutture di base della loro musica. Yearling è il nuovo album e si arricchisce della preziosa presenza di Martyn Heyne (Efterklang) alla chitarra e al piano e Michael Lerner (Telekinesis) alla batteria. Come suggerisce il titolo, il disco si focalizza sul tempo e in particolare sull’arco temporale di un anno. Una sorta di decelerazione, note di memoria che vogliono dare un significato ad ogni singolo minuto che passa in relazione all’esistenza che viviamo (la dichiarazione che si ritrova su xlr8r: ”reconcile the uncertainty and frailty of our combined humanity with the ardor of the individual, and to understand the measure of a year against that of a lifetime.”).

L’obiettivo viene raggiunto con grande maestria, con la solita grazia ma con un rinnovato spirito compositivo che non abbandona la tessitura del primo disco ma le evolve in un suono più robusto (“Infinite Stillness” e “An Absolute“) e che punta maggiormente sul lato ruvido e sperimentale della composizione. E lo si capisce immediatamente in un brano come “Petrichor“: si procede subito al contrasto con il rumorismo iniziale che si scioglie lentamente, così come la finale “Tell” con una solennità accentuata.

La loro bravura sta nel fatto di non aver oscurato la parte pop (pura in “Half Light“), integrandolo con le novità stilistiche di questo disco. “Selah“ esprime benissimo questo concetto con l’aspetto vocale che si immerge nell’elettronica pulsante.

I brani simbolo di questo disco sono “Capillaries” e “Filament“: il primo è il manifesto della melodia sgranata con un’interazione esemplare fra gli strumenti; la seconda mette in evidenza il loro livello di esplorazione del suono e di destrutturazione dello stesso senza perdere l’identità di gruppo.

Parlare del tempo manipolando lo stesso: con la forza della composizione gli Orcas riescono a riportare nero su bianco quel senso di sfuggevolezza che caratterizza la nostra era, dando peso alla forza del vissuto e invertendo per la durata del disco questa tendenza. Una sensazione che fa trasecolare.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Petrichor
  • 2 · Infinite Stillness
  • 3 · Half Light
  • 4 · Selah
  • 5 · Capillaries
  • 6 · An Absolute
  • 7 · Filament
  • 8 · Tell

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