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Recensioni | Pubblicato il 11 aprile 2013

Comanechi

Comanechi

You Owe Me Nothing But Love

Genere: Dark-Punk, Freak-Rock

Anno: 2013

Casa Discografica: Tigertrap Records

Servizio di:

L’incontro fra caratteristiche quali l’irruenza, la potenza, la follia, rappresenta un mix tanto attraente quanto potenzialmente instabile. Lo sanno bene i londinesi Comanechi che tornano a quattro anni dal promettente debutto con Crime of Love.

Il nuovo lavoro si intitola  You Owe Me Nothing But Love e, ad Akiko ‘Keex ‘ Matsuura (The Big Pink, Pre) e Simon Petrovitch, si è aggiunto Charlie Heaton (alla batteria per un paio di brani). Una formazione rafforzata ma che trova nella sregolatezza e la visionarietà introspettiva dei due membri storici il suo punto di forza.

Siamo di fronte ad un suono crudo e dotato di una magnifica forza espressiva: c’è l’impianto rumoristico (“Prologue” ed “Epilogue”) che trascina la base punk del loro suono (“Mad” è quella che meglioe sprime questo aspetto). Spesso si travalica questo punto per rafforzare il sound e arrivare a tastare territori più ruvidi come quelli del metal. Ma non mancano momenti di  lucidità come avviene in “Into The Air” nel quale voce e ritmo si prendono una pausa.

L’aspetto vocale portato da Akiki Matsuura diventa uno degli elementi chiave del disco: non si preoccupa di essere perfetta (spesso volutamente degenera come avviene in “Major Move), anzi tutt’altra storia; ma lo diventa essendo l’ideale prolungamento alla depravazione e sfrenatezza delle composizioni. Se “Love is the Cure” riesce a mantenere un certo equilibrio e ad offrire anche spunti melodici, “24hr Boyfriend” comincia a sviscerare la parte irrazionale della loro musica.

Si continua così con la corpulenta “Dream of Dream”; è “Die For” a svalvolare completamente sia dal punto di vista ritmico e sia dal punto di vista vocale. Ma la loro “visione” è tutta in “Patsy”, brano lungo otto minuti e che esprime tutta la brutalità del loro sound travalicando i confini del punk.

La ricerca dell’estetica non sembra una prerogativa della band, eppure in un pezzo come “Out of Mind“  il controllo è notevole. Uno dei migliori pezzi dell’album lo troviamo alla fine e va proprio nella direzione opposta: “Death threat” è il brano che meglio miscela le anime della band e la loro folle vena compositiva e interpretativa. Un secondo album convincente che esprime bene la pazzia di fondo che sta alla base della composizione. Genio e Sgangheratezza.

Voto: 7/10

Tracklist:

  • 1 · Prologue
  • 2 · Love Is the Cure
  • 3 · 24Hr Boyfriend
  • 4 · Dream of Dream
  • 5 · Die For
  • 6 · Patsy
  • 7 · Into the Air
  • 8 · Major Move
  • 9 · Out of Mind
  • 10 · Mad
  • 11 · Death Threat
  • 12 · Epilogue

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