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Recensioni | Pubblicato il 6 marzo 2013

OLE-1009-Iceage-You’re-Nothing

Iceage

You're Nothing

Genere: Post-punk, Hardcore Punk

Anno: 2013

Casa Discografica: Matador

Servizio di:

Un album dalla copertina minimale, rigorosa e cupa, dominata dai grigi. E rigorosi e cupi, gli Iceage lo sono fino in fondo, dimostrandosi capaci di condensare in questo secondo lavoro l’essenza della loro prospettiva su quel mare multiforme che è il post-punk.

You’re nothing è un disco con spina dorsale, un fluido viaggio attraverso i solchi di due delle esperienze musicali più incisive nate dalle ceneri del punk anni 70: i Joy Division e i Black Flag, due mostri sacri. Due strade, un punk rock scarnificato dai toni decadenti e l’hardcore punk; due continenti, il Vecchio e il Nuovo Mondo; due ambientazioni diverse, i dintorni di Manchester ed Hermosa Beach, California.

Eppure, nonostante la distanza cronologica e geografica, gli Iceage, quattro ragazzi danesi, si muovono con relativa disinvoltura fra queste impegnative eredità, individuandone i punti di contatto e fondendoli con risultati interessanti e personali. Della band di Ian Curtis riecheggiano – oltre al nome stesso, Iceage, citazione troppo evidente per essere casuale – la ritmica ossessiva che scandisce il cantato (Morals) e la centralità delle atmosfere tetre e vibranti, capaci di concretizzarsi persino in una traccia-ponte interamente strumentale (Interlude). Delle Bandiere Nere californiane, e specialmente degli episodi più cupi di Damaged, gli Iceage fanno propri quel “suonarlo più veloce e più forte”, quella furia espressiva tutt’altro che cieca (Ecstasy), quell’aggressività lucida capace di andare dritta al segno (Coalition).

Questi due modelli si fondono armoniosamente, uniti dalla loro comune essenza “sacrale”, quasi mistica, dalla loro immagine forte e simbolica, capace di raccogliere in pochi, sintetici tratti -siano le quattro strisce scomposte di una bandiera o le onde radio restituite da una stella- un’intera idea di musica. A questo puntano anche gli Iceage, a disegnare una parabola musicale nuova e allo stesso tempo dalle radici profonde, tagliente ma ricca di sfumature.

You’re nothing è un progetto ambizioso e complessivamente riuscito, un disco compatto e calibrato nelle sue accelerazioni e decelerazioni, un oscillare continuo fra i poli della buia introspezione e della rabbia a fior di pelle. Il disco è scandito da episodi fortemente espressivi, come Burning Hand o It Might Hit First, che spingono all’estremo la vena distruttiva, in una climax che trova la sua conclusione in You’re Nothing, title-track e approdo di un percorso sul filo di un nichilismo misto a songwriting.

Trascinati da questo moto irregolare, gli Iceage realizzano una piccola perla che esprime un’inquietudine profonda, a tratti quasi intimistica (una menzione speciale va, infatti, ai testi, incisivi e densi, mai superficiali), ma che non rinuncia alla sua componente fisica, a far tremare i nervi.

Voto: 7,5/10

Tracklist:

  • 1 · Ecstasy
  • 2 · Coalition
  • 3 · Interlude
  • 4 · Burning Hand
  • 5 · In Haze
  • 6 · Morals
  • 7 · Everything Drifts
  • 8 · Wounded Hearts
  • 9 · It Might Hit First
  • 10 · Rodfæstet
  • 11 · Awake
  • 12 · You're Nothing

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