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Recensioni | Pubblicato il 19 marzo 2013

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Youth Lagoon

Wondrous Bughouse

Genere: Dream-Pop, Psichedelica, Lo-Fi

Anno: 2013

Casa Discografica: Fat Possum

Servizio di:

Poco meno di due anni fa usciva The Year Of Hibernation, album d’esordio del giovanissimo Trevor Powers, in arte Youth Lagoon. Un semplice ingranaggio di pop, ritmi sonnolenti ed atmosfere bucoliche aveva reso celebri pochi brani dai nomi minimali, fra tutti  Cannons, Daydream, Montana. Youth Lagoon torna a noi quindi con la sua nuova, coloratissima creatura di nome Wondrous Bughouse. Di tempo ne è passato poco, è vero, ma se l’atmosfera non può dirsi troppo cambiata, sicuramente l’elaborazione dei temi musicali e l’introduzione di arrangiamenti quanto mai eterogenei segnano il passaggio al nuovo Youth Lagoon. In parole spicciole, i suoni si fanno complessi e più indiretti (il brano di apertura, Through Mind And Back, ne è un perfetto esempio), perdendo via via quella timida ingenuità che aveva caratterizzato The Year Of Hibernation ed acquistando invece una personalità molto più definita, in cui ambienti psichedelici e commistioni musicali si mescolano al solito, inconfondibile timbro vocale da adolescente non proprio svezzato.

 La prima parte di Wondrous Bughouse ondeggia quindi fra l’eclettismo di Mute, la giocosa atmosfera da mondo dei giocattoli (si sente quasi lo zampino degli Animal Collective) di Attic Doctor, i richiami al passato recente da parte di The Bath ed i sogni tanto distorti quanto allucinati di Pelican Man. Se quindi i primi brani ci introducono ad uno Youth Lagoon sempre più maturo, la seconda sezione di Wondrous Bughouse mostra senza dubbio il meglio del ragazzo dell’Idaho. Si inizia con Dropla, già singolo di lancio e brano quanto mai piacevole, leggero ma non scontato, saldamente con la testa fra le nuvole. La melodia – semplicissima come sempre – si stampa in mente, indelebile, mentre le parole you will never die si susseguono come un mantra, in un continuo che si interrompe solo con l’arrivo di Sleep Paralysis. Traccia che si apre con una melodia distorta dalle sembianze antiquate, Sleep Paralysis si risveglia improvvisamente per fuggire nel solito, variegato mondo delle favole fatto questa volta di piano, chitarre folli e voci ondeggianti.

 Third Dystopia apre il terzetto finale con la solita melodia inventata su una manciata di note, e facendone in brevissimo tempo probabilmente il miglior brano di Wondrous Bughouse: voce e musica si incastrano a perfezione, rendendo Third Dystopia uno di quei brani che mettono immediatamente di buon umore pur lasciando trasparire, da lontano, un velo di malinconia. Il tutto continua, sempre in modo notevole, grazie a Raspberry Cane, la quale mostra i riflessi elettronici più spiccati di tutto il lavoro e regala anche un ritornello da fischiettare all’infinito. Dopo la splendida accoppiata si chiude quindi con Daisyphobia, in un’aura di confusione musicale, macedonia di idee e lento distacco dalle cose reali, come se fino a questo punto non fossimo già stati abbastanza lontani, alienati, sonnambuli.  Bravo Trevor.

 

Voto: 7,7/10

Tracklist:

  • 1 · Through Mind And Back
  • 2 · Mute
  • 3 · Attic Doctor
  • 4 · The Bath
  • 5 · Pelican Man
  • 6 · Dropla
  • 7 · Sleep Paralysis
  • 8 · Third Dystopia
  • 9 · Raspberry Cane
  • 10 · Daisyphobia

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