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Recensioni | Pubblicato il 9 settembre 2013

zeno

I Quartieri

Zeno

Genere: Dream-pop

Anno: 2013

Casa Discografica: 42 Records

Servizio di:

Sono passati ben tre anni da Nebulose, l’ep con cui quello che veniva definito “un cantautore travestito da gruppo” si affacciava in punta di piedi sulla scena musicale italiana come una delle principali scommesse di casa 42 Records. La gestazione è stata indubbiamente lunga, settantadue mesi in cui a Fabio Grande si sono uniti in pianta stabile Marco Santoro, Paolo Testa e Marco Pellegrino, ma I Quartieri sono tornati e Zeno, il loro primo lavoro full-length, non fa che confermare le ottime premesse seminate con le sei tracce d’esordio.

Autori di un pop elegante e malinconico, i quattro ragazzi romani danno sfogo ad una vena cantautoriale per nulla scontata, delicata, attenta alle sfumature ma mai a caccia della strizzatina d’occhio forzata a questo o a quel punto di riferimento, con evidente guadagno in termini di personalità della proposta.

È il coraggio il filo conduttore delle nove tracce di Zeno, quello che spinge al cambiamento, al desiderio di sfidare i propri limiti per costruirsi nuovi spazi, proprio come I Quartieri fanno nel loro approccio alla musica e alla scrittura. Un coraggio, però, mai urlato, tronfio o esternato con arroganza, ma nascosto tra i piccoli gesti che accompagnano la vita quotidiana, egregiamente simbolizzati da strutture musicali semplici e talvolta quasi minimaliste.

Basterebbe l’ascolto di “Argonauti”, uno dei momenti migliori dell’album, per entrare appieno nel mondo trasognante de I Quartieri e riconoscersi nella nostalgica voglia di novità e mutamento che lo invade, così come il primo singolo estratto dal disco, nonché title-track, “Zeno”, inneggia ad una rivoluzione, personale più che sociale, tanto attesa quanto difficile da raggiungere.

Viaggi, che siano fisici o mentali, partenze, strade che corrono e si incrociano, i nove episodi di Zeno si susseguono senza sbavature, accompagnati dalla voce carezzevole di Fabio Grande, ora intrecciata a giochi di basso e percussioni  (“9002”), ora poggiata lievemente ad intimisti arpeggi di chitarra (“Spiaggia bianca”), per disegnare infine melodie pop amabilmente immediate (“Autostrada blu”, “Il mondo”, “Gomma”).

Nell’ascolto ci si lascia così rapire dal tono leggero dei brani, aprendosi alle intime suggestioni ispirate tanto dalle strutture melodiche quanto dagli arrangiamenti, arricchiti da sottili inserimenti elettronici, come nel caso delle atmosfere dreamy di “Segnaletica” o di “Organo”, un’uscita di scena dalla struggente vena esistenzialista (“Hai vent’anni oppure cento / non ti accorgi che sei morto dentro”).

Facendo incontrare semplicità e riflessività, I Quartieri riescono così a coniugare contenuti di buon livello a un approccio musicale personale e dalla spiccata sensibilità, pronto a colpire al cuore coloro che chiedono all’ascolto piacevolezza ma anche un discreto riscontro emotivo.

Voto: 7,2/10

Tracklist:

  • 1 · 9002
  • 2 · Segnaletica
  • 3 · Argonauti
  • 4 · Il mondo
  • 5 · Zeno
  • 6 · Gomma
  • 7 · Spiaggia bianca
  • 8 · Autostrada blu
  • 9 · Organo

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